Finalisti 50° Edizione Premio Acqui Storia

Edizione 2008


Globalizzazione, saggezza, regole
Acqui Terme, Palazzo Robellini, 8-10 ottobre 2008

MERCOLEDÌ 8 ottobre - ore 9
GERARDO CUNICO - Università di Genova - BARBARA HENRY - Scuola Superiore Sant'Anna - Pisa
Introduzione ai lavori


ALESSANDRO FERRARA - Università di Roma "Tor Vergata"
Universalismo esemplare come modello per l'età globale
La relazione prende le mosse da una caratterizzazione della “forza dell’esempio” come una delle forze che, accanto alla “forza delle cose” e alla “forza delle idee”, contribuisce a plasmare il mondo in cui viviamo. Viene poi affrontata la domanda: per quali ragioni la “forza dell’esempio” ha acquisito una pregnanza nuova nel nostro orizzonte filosofico? Le linee di una possibile risposta sono individuate in una ricostruzione delle mosse di apertura della svolta linguistica e nel particolare vantaggio che la forza dell’esempio comporta, rispetto a quella dei princìpi, quando si tratta di trascendere la particolarità dei contesti di origine delle nostre rappresentazioni e norme. Infine, viene affrontata la domanda: su che cosa poggia la capacità di ciò che è esemplare di trascendere il proprio contesto di origine? Viene tracciato un parallelo con la risposta che Kant fornisce alla omologa domanda intorno ai motivi per i quali i giudizi estetici intorno al bello comportano un’attesa di universalità. Al centro della risposta di Kant è l’idea di un sensus communis diverso dal senso comune, il quale costituisce la base di tale aspettativa di un consenso universale. Ma quando tentiamo di specificare cosa debba intendersi per sensus communis, ci troviamo di fronte alle speculari difficoltà di due strategie filosofiche contrapposte: quella ermeneutica e fenomenologica per un verso, il naturalismo minimalista kantiano per l’altro. Da una riflessione su queste difficoltà trae ispirazione la proposta di una terza strategia per pensare il sensus communis quale base per pensare in che modo gli esempi parlano a culture diverse da quelle di origine. Con la delineazione di questa strategia, collegata alla ricostruzione preculturale ma non naturale di alcune dimensioni del fiorire o del ristagnare di un progetto di vita, si conclude la relazione.

MERCOLEDÌ 8 ottobre - ore 15
Comunicazioni

GIOVEDÌ 9 ottobre - ore 9
LETTERIO MAURO - Università di Genova
Saggezza e mondo, a partire da Aristotele
La saggezza è una delle due forme di razionalità pratica distinte da Aristotele (l’altra è da lui detta «scienza politica») e consiste nella capacità di esercitare nel modo migliore la parte che egli chiama «calcolatrice» della ragione, cioè quella relativa al deliberare bene, ossia all’individuare i mezzi più efficaci per attuare un fine buono, applicando in tal modo la norma all’azione. In quanto riferita al vivere quotidiano, non presuppone l’essere filosofi (come modello di essa Aristotele indica, infatti, «Pericle e gli uomini come lui», ovvero il politico), ma un buon carattere o una buona educazione, così da orientarsi correttamente appunto alla norma, alla cui luce agire, ossia intervenire nel (e sul) mondo umano (nei suoi diversi aspetti, relativamente cioè al singolo, alla famiglia, alla città) al fine di cambiarlo. Se da un lato, perciò, essa non va confusa con la scienza politica, neppure va confusa con una semplice abilità o con una sorta di astuzia, possedendo pienamente, al contrario, valore morale.

RICCARDO POZZO - Università di Verona
Cosmopolitismo e saggezza in Kant
Nel contributo si presentano le posizioni kantiane sul cosmopolitismo prendendo dapprima in considerazione la storia del concetto dall’antichità a Kant e poi la storia delle occorrenze nel pensiero di Kant dagli scritti giovanili alle Idee per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico del 1784, alla Pace perpetua del 1793 e alla Metafisica dei costumi del 1796. Seguono delle osservazioni volte a spiegare come la costituzione di un punto di vista cosmopolitico implichi la posizione di una dimensione di fatto meta-politica che a sua volta chiama in causa quell’uso privato della propria ragione che è prerogativa esclusiva del filosofo in una facoltà filosofica insegna a valutare le leggi dello Stato, gli imperativi della morale e le regole della prudenza. In conclusione, viene fatto cenno alla richiesta sempre più pressante di mettere in discussione il postulato kantiano dell’unità della ragione tenuto vivo oggi da Habermas. Nel mondo globalizzato di oggi vi è infatti necessità di sostituire all’universalità della grande narrazione filosofica europea la trasversalità e la trasvalutazione dello sconfinamento interculturale. Alla filosofia spetta il compito di porre le condizioni di possibilità per la realizzazione di un autentico dialogo interculturale che non sia deviato da pretese di assolutizzazione. Tutte le culture sono relative, nei tempi delle epoche della storia e negli spazi delle regioni del mondo, e nemmeno l’idea di ragione è neutrale.

GIOVEDÌ 9 ottobre - ore 15
Comunicazioni

VENERDÌ 10 ottobre - ore 9
ELENA PULCINI - Università di Firenze
Patologie e chances dell'età globale Comunicazioni
Propongo di leggere la globalizzazione come un processo ambivalente: che vede cioè la coesistenza di una dimensione globale (unificazione, omologazione, perdita di confini, interdipendenza degli eventi) e di una dimensione locale (frammentazione, riterritorializzazione, esplosione delle differenze). Questa ambivalenza si riflette a sua volta, sul piano sociale, nella coesistenza di due aspetti opposti e speculari: individualismo e comunitarismo. Il problema consiste nel fatto che queste due dimensioni assumono una connotazione degenerativa, o meglio, patologica (Honneth); dando origine da un lato ad un individualismo illimitato (caratterizzato da insicurezza e perdita del limite, atomismo e indifferenza), dall’altro ad un comunitarismo tribale (caratterizzato essenzialmente da una chiusura identitaria, fonte di violenza e di conflitti). L’età globale tuttavia contiene inedite potenzialità che consentono di ipotizzare il superamento delle sue stesse patologie. Le nuove sfide planetarie (ambientali, tecnologiche), l’interdipendenza degli eventi e la connessione delle vite sono i fattori che legano l’umanità in un comune destino, aprendo la chance (che assumo nel senso bataillano di “apertura al possibile”) di nuove forme di conspevolezza. La percezione della comune vulnerabilità (intesa sia come esposizione ai rischi globali sia come reciproca dipendenza delle vite) può in altri termini diventare il fondamento, sia pure in negativo, di una nuova forma di responsabilità che spinga gli individui ad assumere il mondo, l’intero mondo vivente, ad oggetto di attenzione e di cura.



Bando di Concorso / Call for papers
La partecipazione alla Scuola è libera. Il ciclo di lezioni è altresì valevole come Corso d'Aggiornamento per Docenti di ogni ordine scolastico. Per agevolare la partecipazione alla Scuola, sono previste fino n. 10 borse di studio di € 200,00 cad. per giovani studiosi e ricercatori. Le persone selezionate potranno presentare una comunicazione sul tema della Scuola nell'ambito dello svolgimento della stessa. Si prevede la pubblicazione delle comunicazioni unitamente agli interventi dei relatori.

Per partecipare alla selezione dovrà essere prodotta domanda contenente dati anagrafici e fiscali, recapiti telefonici, autocertificazione del possesso di Laurea e/o del titolo di Dottore di ricerca, curriculum (1 cartella), abstract della comunicazione proposta (1 cartella).

Le domande, che saranno vagliate da apposita Commissione scientifica, dovranno pervenire all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ad eccezione delle autocertifìcazioni, che dovranno essere inviate al dott. Alberto Pirni, Comune di Acqui Terme, Segreteria del Sindaco, P.za Levi, 5 - 15011 Acqui Terme (AL). Termine ultimo per la presentazione delle domande: 20 settembre 2008. Per ogni ulteriore informazione: 0144/770210; 347/1148478.

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