Finalisti 50° Edizione Premio Acqui Storia

Scuola di Alta Formazione Filosofica

Documentazione:

 

Nell’ambito delle proprie manifestazioni culturali di riferimento, il Comune di Acqui Terme organizza e promuove fin dal 1998 la "Scuola di Alta Formazione di Acqui Terme". Tale "Scuola", che si svolge con cadenza annuale in Acqui Terme presso i locali dell’Assessorato alla Cultura, è organizzata sul piano scientifico in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Genova e la Classe di Scienze Sociali della Scuola Superiore "Sant’Anna" di Studi Universitari e di Perfezionamento – Pisa. 

Tale iniziativa si avvale inoltre del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, dell’Istituto Nazionale Tributaristi, della Società Palazzo del Monferrato s.n.c. e del Lions Club di Acqui Terme.

La manifestazione si articola in una serie di lezioni–seminario tenute da Docenti e Ricercatori delle Università italiane di volta in volta specialisti di chiara fama rispetto al tema proposto. La "Scuola" è rivolta innanzitutto a giovani laureati in filosofia particolarmente meritevoli, a dottorandi, dottori di ricerca e ricercatori in filosofia, scienze umane e scienze politiche, la cui partecipazione è agevolata dall’istituzione di borse di studio bandite sull’intero territorio nazionale tramite apposito bando diffuso alle Università ed ai Centri di Ricerca.

Essa si realizza inoltre come Corso d’Aggiornamento per i Docenti di ogni ordine e grado. Più in generale, la Scuola di Alta Formazione di Acqui Terme costituisce un’importante occasione di confronto e arricchimento culturale per gli allievi dell’ultimo anno delle Scuole Superiori, che sono invitati a partecipare alle differenti sessioni di lavoro, e per ogni cittadino interessato.

La manifestazione, nata nel 1998, registra quest’anno la sua tredicesima edizione. Qui di seguito sono consultabili i programmi di tutte le precedenti edizioni.

Coordinamento: Dr. Alberto Pirni:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Per un approfondimento di orizzonti tematici idealmente convergenti con i lavori sviluppati in alcune delle edizioni della Scuola di Alta Formazione di Acqui Terme possono utilmente essere consultati i seguenti siti:

Società Italiana di Filosofia politica – www.sifp.it
Centro Studi Sul Pensiero Contemporaneo – www.cespec.it
Forum Internazionale Democrazia e Religioni – www.fidr.it


Acqui Terme City Council has been organizing and promoting the “Spring School of Philosophy” since 1998 as an integral part of its cultural events calendar. This “School” takes place each year in the conference rooms of the City Council, and is organized on a scientific level in collaboration with the Italian Institute for Philosophical Studies, the Philosophy Department of Genoa University and the Class of Social Sciences of the Sant’Anna School for Advanced Studies – Pisa.

The School is structured in a series of lessons-seminars held by Professors and Researchers from Italian (and Foreign) Universities all specialized in the themes proposed. The School aims especially at young, particularly worthy philosophy graduates, PHD doctoral candidates, philosophy, human and political science researchers, whose participation is facilitated by the institution of scholarships published throughout the entire country through a special call for papers disseminated to the Universities and Research Centres.

It is also recognized as a Recurrent Training Course for school’s Professors of every grade and level. Furthermore, the Acqui Terme Spring School of Philosophy is an important occasion of confrontation and cultural enrichment for the students attending the last year of Higher Education Institutes, that are invited to attend and participate at the various working sessions, and is open also to any citizens that may be interested.

The event began in 1998 and has now reached its eighteen edition. Please find below the programmes that may be consulted from all the previous editions.

Organization: Dr. Alberto Pirni:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

For an in-depth analysis on the themes dealt with from some of the editions of the Acqui Terme Spring School of Philosophy the following websites may be consulted:

Società Italiana di Filosofia politica – www.sifp.it

Società Italiana di Filosofia morale – www.sifm.it

Centro Studi Sul Pensiero Contemporaneo – www.cespec.it

Forum Internazionale Democrazia e Religioni – www.fidr.it

 

 

Edizione 2017

. Posted in Acquistoria - Scuola di Alta Formazione Filosofica

Etica come responsabilità pubblica

Ripensare corruzione e legalità, oggi

Scuola di Alta Formazione di Acqui Terme

XVIII Edizione

Acqui Terme, Palazzi Levi e Robellini, 19-21 aprile 2017

Programma dei lavori

 

 

Mercoledì 19 aprile/Wednesday 19. April

ore 9.00-13.00/9 a.m.-1 p.m. – Palazzo Levi, Sala del Consiglio Comunale

Saluti istituzionali del Sindaco di Acqui Terme/ Introductory speech by the Acqui Terme’s Mayor

Alberto Pirni (Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa),Per una contro-etica della corruzione – Introduzione ai lavori / Towards a contro-ethics of corruption – Introductory notes

Dimitri D’Andrea (Università di Firenze),Forme e dimensioni della responsabilità: legalità e oltre/ Formes and dimensions of responsability: legality and further.

Presentazione delle comunicazioni / papers discussion:

Alessandro Chiessi (Università di Bologna),Valori a confronto: legalità e interesse. Il problema della corruzione nell’antropologia individualista. /Values in comparison: legality and interest. The problem of corruption in individualist anthropology.

Moreno Stambazzi(Università di Firenze), Corruptiooptimi pessima? Discorsi e pratiche dei populisti su pubblici vizi e virtù/Corruptiooptimi pessima? Populist’ speach and practice about public vices and virtues.

ore 14.30-18.30/ 2.30 p.m.-6.30 p.m. – Palazzo Robellini, Sala Conferenze

Gaetana Morgante (Scuola Superiore Sant’Anna- Pisa), Conflitto d’interessi e prevenzione della corruzione tra diritto penale e amministrativo /Conflict of interest and prevention of corruption between criminal law and administrative law.

Presentazione delle comunicazioni/ papersdiscussion:

Guendalina Azaro(Università degli Studi di Genova), Etica come responsabilità. Albert Memmi analizza la condizione delle nazioni decolonizzate /Ethics as responsability. Albert Memmi analyses the condition of decolonised nations.

M. Giovanna Bevilacqua (USI-Università della Svizzera italiana),Responsabilità (comunitario-politica) a partire dall’etica della cura: uno sguardo sulla legalità/Responsability (political-community) from Ethics of care: eyes on legality.

Andrea Carnì (Università degli studi di Roma III),Oltre lo skàndalon. I «costi morali» della corruzione alla luce delle categorie arendtiane /Beyond the skàndalon. Moral costs of corruption in the light of Arendt’s categories.

Federica Merenda (Geneva Academy of International Humanitarian Law and Human Rights), Responsabilità pubblica e fiducia istituzionale nei processi di democracy-building: il caso del Kosovo/ Public responsability and institutional trust in democracy-building process: the case of Kosovo.

Nicola Pedretti(Università di Pisa),Trasparenza e anticorruzione. Il momento delle comunità monitoranti /Transparency and anti-corruption. The age of monitoring communities

Giovedì 20 aprile/Thursday20. April

ore 9.00-13.00/9 a.m.-1 p.m. – Palazzo Levi, Sala del Consiglio Comunale

Lorenzo Biagi(Fondazione Lanza – Padova),Il male abituale: la corruzione tra antropologia ed etica civile/ Habitualevil: corruption beetwen anthropology and civil ethics.

Emanuela Ceva (Università di Pavia),La corruzione politica: un problema di etica pubblica/ Political corruption: a problem of public ethics.

ore 14.30-18.30/ 2.30 p.m.-6.30 p.m.– Palazzo Levi, Sala del Consiglio Comunale

Francesco Merloni (A.N.A.C – Università di Perugia), Il funzionario pubblico/ The public servant.

Enrico Carloni(Università di Perugia), I codici di comportamento: profili disciplinari/Codes of conduct: disciplinary profiles.

Presentazione delle comunicazioni/ papersdiscussion:

Martin Glick(University of Göttingen), Espansione del concetto di Corruzione di Governo oltre la mera corruzione finanziaria/Expanding The Concept Of GovernmentalCorruption Beyond the Merely Financial

Kristina Khutsishvili (Scuola SuperioreSant’Anna, Pisa), Corruzione strutturale in Russia: struttura, visione a posteriori, implicazioni politiche e etiche/Struttural, Corruption in Russia: Structure, RetrospectiveView, Political and EthicalImplications.

Laura Haaber Ihle(Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa) Etica come responsabilità pubblica. Ripensare la corruzione e la legalità oggi. Una prospettiva danese sulla corruzione e la legalità /Ethicsas a Public Responsibility. RethinkingCorruption and LegalityToday. A Danishperspective on Corruption and Legality.

Venerdì 21 aprile/Friday 21. April

ore 9.00-13.00/9 a.m.-1 p.m. – Palazzo Levi, Sala del Consiglio Comunale

Luigi Alfieri (Università di Urbino “Carlo Bo”) Etica della legalità: una contraddizione? Un percorso da Kant al Critone/ Ethics of legality: a contradiction? An itinerary from Kant to Critone.

Conclusione dei lavori / Closing remarks 

Loc.SAF 2017 finale

 

Abstracts delle relazioni/ Invited speakers’ Abstracts

Dimitri D’Andrea

(Università di Firenze)

Forme e dimensioni della responsabilità: legalità e oltre

Responsabilità è una nozione intrinsecamente plurale.  La si può declinare in molti modi e in relazione ad una pluralità di dimensioni. La responsabilità si differenzia inoltre anche in funzione dei ruoli sociali e delle posizioni istituzionali. Dopo aver ricostruito una breve mappatura delle diverse accezioni e forme della responsabilità, l’intervento si concentrerà sul rapporto fra politica, legalità e responsabilità, cercando di riflettere sul valore etico, ma anche sui limiti di una assolutizzazione del rispetto della legalità. L’ambivalenza etica della legalità verrà ricostruita a partire dalle sue molteplici declinazioni e funzioni: garanzia di sicurezza, modalità impersonale e non arbitraria dell’esercizio del potere; modalità di formazione della volontà politica in conformità ai principi liberaldemocratici; forma di neutralizzazione delle differenze. In conclusione l’intervento cercherà di mettere a fuoco alcuni caratteri della legalità liberaldemocratica e dei suoi fondamenti di legittimità.

Gaetana Morgante

(Scuola Superiore Sant’Anna - Pisa)

Conflitto d’interessi e prevenzione della corruzione tra diritto penale e amministrativo

La necessità di privilegiare un approccio preventivo e non meramente repressivo nella costruzione di un efficace sistema di contrasto del fenomeno corruttivo costituisce ormai un'acquisizione della riflessione giuridica, anche da parte dei penalisti. Il carattere pervasivo ed endemico di questa grave forma di criminalità impone di intervenire sulle situazioni predisponenti alla pratica criminale prim'ancora che vengano integrati gli estremi di una notizia di reato idonea ad attivare un procedimento penale. Sotto tale angolo visuale la disciplina del conflitto d'interessi costituisce l'inveramento di questo approccio in quanto fondata su misure volte ad impedire che si creino le condizioni per la "stipulazione del patto corruttivo" tra agente pubblico e soggetto privato. La rilevanza del conflitto d'interessi come prodromo della corruzione non appartiene, tuttavia, solamente alla sedes materiae sua propria, quella della legge sul procedimento amministrativo, ma assume una cruciale importanza anche in un ambito che, situandosi al confine tra diritto amministrativo e diritto penale, consente di apprezzare le virtuose sinergie che possono essere sviluppate tra le due discipline. Si tratta, in particolare, della responsabilità amministrativa da reato di corruzione degli enti collettivi che, modellando sull'archetipo penale un illecito amministrativo fondato sulle carenze organizzative della prevenzione della corruzione, esprime quel bilanciamento tra istanze preventive e repressive che, a far data dalle fondamentali riforme introdotte nel 2012 della c.d. Legge Severino, costituiscono la cifra del volto attuale del "diritto dell'anticorruzione".

Lorenzo Biagi

(Fondazione Lanza, Università IUS di Venezia)

Il male abituale: la corruzione tra antropologia ed etica civile

Abbiamo scoperto che il male può essere “banale”, in quel senso tragico – non sempre compreso adeguatamente - datole da HannahArendt, ma forse ancora più sconvolgente è che il male può diventare “abituale”, farsi sistema e ambiente intriso di azioni pianificate proprio per propagare la malvagità. E tutto questo senza clamore e senza che quasi ce ne accorgiamo. Fino a diventare “vera cultura, con capacità dottrinale, linguaggio proprio, maniera di procedere peculiare”. Ma per comprendere fino in fondo la posta in gioco, dobbiamo operare un passaggio decisivo: da una lettura impersonale e anonima della corruzione, dobbiamo guidare la riflessione al cuore dell’uomo corrotto. Dalla corruzione all’uomo corrotto: è il tragitto antropologico ed etico che ci porterà a scoprire lo “spessore” della corruzione.

 

Emanuela Ceva

(Università di Pavia)

La corruzione politica: un problema di etica pubblica

Con questa relazione intendo offrire un’analisi normativa della corruzione dei pubblici ufficiali e delle istituzioni pubbliche – la corruzione politica – dalla prospettiva dell’etica pubblica. Partirò prendendo in esame due resoconti normativi dell’ordine pubblico – il repubblicanesimo e il liberalismo. Declinerò, poi, all’interno dei rispettivi quadri concettuali il problema della corruzione politica secondo la concezione istituzionalista e quella relazionale. Procederò, quindi, con una valutazione della plausibilità dei due approcci sulla base di un caso emblematico di corruzione politica in termini di clientelismo. Concluderò evidenziando i problemi di giustizia implicati da questa forma di corruzione.

Francesco Merloni

(ANAC – Autorità Nazionale Anti Corruzione - Università di Perugia)

Il funzionario pubblico

Il concetto di Pubblica Amministrazione è concepito, ad oggi, da un duplice punto di vista: in senso oggettivo, come la funzione amministrativa consistente nell’attività volta alla cura dei pubblici interessi; in senso soggettivo, come l’insieme dei soggetti (funzionari) che esercitano tale funzione. La regola alla base del corretto e regolare svolgimento della pubblica amministrazione, è quella dell’imparzialità la quale, oggettivamente e soggettivamente, si manifesta, rispettivamente, nell’equità della stessa amministrazione nonché nella neutralità dei singoli funzionari.

Per quanto riguarda l’imparzialità dell’amministrazione, questa si manifesta, prima facie, nell’attuazione, all’interno del procedimento, del principio di uguaglianza, volto a garantire la parità delle posizioni dei soggetti che intervengono, anche attraverso la valutazione comparativa dell’interesse pubblico e degli interessi privati coinvolti. Un ulteriore profilo attuativo del principio di imparzialità emerge nell’organizzazione secondo legge dei singoli pubblici uffici, volta a garantire la qualità delle decisioni assunte dalla stessa amministrazione. Le principali applicazioni del principio di imparzialità si attuano, in primis, mediante la distinzione tra politica e amministrazione; tale distinzione è, difatti, volta a garantire la neutralità di tutti gli atti amministrativi, siano essi atti di indirizzo piuttosto che atti di gestione. Un ruolo fondamentale nell’attuazione del principio di imparzialità dell’amministrazione, è svolto dalle misure di prevenzione della corruzione suddivise, dalla legge n. 190 del 2012, attraverso le misure organizzative e le misure di trasparenza. Le prime, mirano a ridurre l’esposizione dell’amministrazione al rischio di corruzione, arginando, in particolare, le ipotesi di comportamenti infedeli da parte dei funzionari; le seconde hanno come obiettivo l’adozione condivisa di misure organizzative, quali i Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PCPT) per le amministrazioni o il “modello 231” per gli enti di diritto privato, su cui l’A.N.AC. ha poteri di vigilanza.

L’imparzialità soggettiva del pubblico funzionario è garantita da una serie di principi costituzionali quali, ad esempio, la disciplina e l’onore nell’adempimento delle funzioni pubbliche.

Essa è garantita, altresì, dal concorso di una serie di regole amministrative volte a disciplinare, sulla base del suddetto principio, l’accesso alla funzione amministrativa, la cessazione della stessa nonché la gestione del conflitto di interesse. Queste regole sono differenziate in rapporto ad una forte varietà di soggetti che operano nella cura di interessi pubblici; tra cui le amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001, gli enti pubblici economici, gli enti di diritto privato in controllo pubblico e gli enti di diritto privato partecipati dalle pubbliche amministrazioni.

Enrico Carloni

(Università di Perugia)

Codici di comportamento e doveri del funzionario pubblico

1.Lo statuto costituzionale e la specialità del funzionario pubblico. - 2. Cattiva amministrazione, corruzione e rimedi: esperienze comparate e ruolo dei “codici etici”. – 3. I codici di comportamento nel prisma della privatizzazione del rapporto di lavoro. - 4. Vent’anni di codici di comportamento in Italia: limiti e riforme. - 5. Le diverse dimensioni dei codici di comportamento: codici etici, deontologici, disciplinari e come strumenti delle politiche “anticorruzione”. – 6. I paradossi dell’etica pubblica e l’esigenza di doveri ad hoc. - 7. La nuova disciplina nella legge anticorruzione. - 8. Il dPR n. 62 e i “codici di amministrazione”. - 9. Il contenuto dei doveri “pubblici”: il contrasto dei conflitti di interesse. - 10. Il rapporto tra i doveri e i piani di prevenzione della corruzione. - 11. I doveri dei dirigenti e del personale non dipendente. - 12. Codice di comportamento e regole, sanzioni, procedimento disciplinare. - 13. I doveri (mancanti) del personale politico. - 14. A proposito dell’integrazione dei doveri da parte delle amministrazioni. - 15. Quali doveri per quali amministrazioni.

Luigi Alfieri

(Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”)

Etica della legalità: una contraddizione? Un percorso da Kant al Critone

La nozione di etica della legalità (con le sue diverse varianti lessicali) indica contemporaneamente un'esigenza estremamente sentita e (da anni) all'ordine del giorno del dibattito politico, e una contraddizione filosofica dirompente. Almeno nell'ottica moderna, post-kantiana, dell'etica, un'etica della legalità non è un'etica autonoma, dunque non è un'etica. Esistono naturalmente nozioni diverse dell'etica, e l'esigenza dell'obbedienza alle leggi a qualsiasi costo, anche a costo della vita e anche se le leggi sono ingiuste o ingiustamente applicate, ci riporterebbe a un'etica altrettanto illustre di quella kantiana: l'etica platonica. Ma è recuperabile senza anacronismi il modello etico premoderno? E soprattutto, è davvero necessario farlo? Un'ipotesi che può valere la pena di esplorare è quella dell'etica della legalità come valore politico, non di etica "pura". Ma non per questo meno serio e meno cogente, soprattutto in riferimento alla nozione di democrazia e ai suoi necessari contenuti.

Edizione 2016

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Fiducia, corruzione, legalità.

Etica pubblica e logiche della convivenza democratica

Scuola di Alta Formazione di Acqui Terme

2015-2016 – XVII Edizione

Acqui Terme, Palazzi Levi e Robellini, 8-10 marzo 2016

 

Programma dei lavori



Martedì 8 marzo, ore 9 - 13 – Palazzo Levi, Sala del Consiglio Comunale (Piazza A. Levi, 4 – Acqui Terme)

 

  • Riccardo Alemanno (Istituto Nazionale Tributaristi, Presidente) – Reputazione e fiducia nel mondo delle professioni
  • Alberto Dominicali (Conferenza dei Direttori Generali delle Università) – Il contrasto alla corruzione nelle università pubbliche: esperienze e progetti in corso
  • Gaetana Morgante (Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa) – Prevenire e reprimere la corruzione: il punto di vista del diritto penale

     

    • Prima di essere un reato, la corruzione è una “disfunzione” istituzionale, economica e sociale che costituisce uno dei più grandi “mali” della nostra epoca, con, peraltro, un triste primato dell'Italia che, dalle ultime statistiche OCSE, risulta uno dei Paesi maggiormente afflitti da questa pratica. Il diritto penale deve occuparsi della corruzione perché essa offende, innanzi tutto, un interesse molto importante quale quello al buon andamento della Pubblica Amministrazione, con riflessi che si propagano anche all'economia pubblica ed al patrimonio privato.
    • Il codice penale prevede il delitto di corruzione dall'art. 318 al 322 colpendo ogni forma di manifestazione del "pagamento" o della "promessa di pagamento" di un soggetto pubblico perché eserciti le sue funzioni o compia un atto contrario ai suoi doveri d'ufficio. Il disvalore della corruzione è tale che, oltre al pubblico ufficiale, è punito anche il privato corruttore, ad ulteriore prova di quanto per il legislatore penale "conti" la correttezza nell'esercizio dei pubblici poteri. La minaccia dell'applicazione delle pene previste per i delitti di corruzione costituisce, nell'ottica di quella che i penalisti chiamano "prevenzione generale" non solo uno strumento da attivare ex post quando il reato viene commesso ma soprattutto un deterrente al compimento di pratiche corruttive. Posto che, tuttavia, la repressione ex post non può bastare, essendo, piuttosto utile prevenire la prestazione di compensi indebiti per l'esercizio delle funzioni pubbliche, la c.d. legge Severino (L.235/2012) impone alle Pubbliche Amministrazioni di organizzarsi attraverso un vero e proprio Piano di Prevenzione della Corruzione per eliminare o ridurre al minimo i rischi di commissione di una forma di criminalità "dei colletti bianchi" che dà (magari tanto) a pochi, ma toglie tantissimo a tutti noi"

     

 

  • Alessandro Pinzani (Universitade Federal de Santa Catarina, Florianópolis, Brasil) – Liberté, inégalité, égoïsme. Sfiducia e mancanza di solidarietà come minacce alla democrazia contemporanea

     

    • Gli ultimi decenni hanno visto una profonda trasformazione dei valori fondanti della democrazia occidentale. In particolare, la triade liberté, égalité, fraternité ha conosciuta una metamorfosi completa dei tre ideali della rivoluzione francese, come sottolineato da molti autori (ad es. da Honneth nel suo ultimo libro su L'idea del socialismo). Le società democratiche occidentali sono oggi caratterizzate da fenomeni negativi come alla perdita di solidarietà, la chiusura dei cittadini in una sfera privata angusta ed egoista, la mancanza di un senso di appartenenza ad una comunità politica e non solamente sociale, ma soprattutto da una forte sfiducia nei confronti delle stesse istituzioni democratiche, della classe politica e, finalmente, dei concittadini. Nella mia comunicazione cercherò di analizzare questa trasformazione assiologica e di mostrare le connessioni che uniscono tra loro i fenomeni negativi summenzionati e che sono riconducibili al tradimento degli ideali rivoluzionari del 1789.

     

 

Martedì 8 marzo, ore 14.30 – 18.30 – Palazzo Levi, Sala del Consiglio Comunale

Comunicazioni dei borsisti sui temi della Scuola di Alta Formazione

 


Mercoledì 9 marzo, ore 9 – 13 – Palazzo Levi, Sala del Consiglio Comunale

  • Piergiacomo Guala (Gruppo Guala Closures, Presidente) – Il contrasto alla corruzione per un’azienda multinazionale: Linee di comportamento “in casa” e “fuori”
  • Alberto di Martino (Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa) – Corruzione e affini: logiche penalistiche nazionali e internazionali

     

    • Il concetto di corruzione corrisponde ad un reato specifico previsto dal codice penale, i cui confini pero’ sono andati nel tempo slabbrandosi quando ci si è resi conto che, da fenomeno “puntiforme” quale era concepito (almeno in apparenza) dal codice penale, si era trasformato (od era sempre stato) in endemico, sistematico, pressoché istituzionalizzato (la corruzione cosiddetta ambientale). Cosa intende garantire oggi la repressione della corruzione?

     

 

Mercoledì 9 marzo, ore 14.30 – 18.30 – Palazzo Robellini, Sala Conferenze

  • Jean-Christophe Merle (Universität Vechta) – Between trust and corruption: Is there anything fundamentally unforgivable?

Comunicazioni dei borsisti


Giovedì 10 marzo, ore 9 – 13 – Palazzo Levi, Sala del Consiglio Comunale

  • Damiano Palano (Università Cattolica del Sacro Cuore) – Il fascino discreto della corruzione: classe politica, clientelismo e patrimonialismo

     

    • Osservando il persistente radicamento della corruzi  one nel sistema politico italiano è quasi inevitabile ricorrere a spiegazioni ‘culturali’, e cioè a spiegazioni che chiamano in causa le radici culturali che consentono alla corruzione di proliferare. Anche nel dibattito politologico non sono mancate spiegazioni di questo genere, che, pur senza riferirsi in modo specifico alla corruzione, hanno attirato l’attenzione sulla debolezza storica del senso civico, sulla fragilità delle reti di capitale sociale, o anche sul persistente “familismo amorale” che indirizza il rapporto dei cittadini con le istituzioni. Queste ipotesi esplicative colgono senz’altro un elemento importante, che non può essere trascurato nell’analisi delle cause della corruzione, ossia il peso che hanno gli elementi ‘culturali’, che fanno sì che in una società vengano moralmente sanzionati, o invece più o meno esplicitamente legittimati, i comportamenti illeciti.
    • Ma, a dispetto del loro fascino, tali spiegazioni mostrano anche una serie di limiti: in primo luogo, sottovalutano l’incidenza di altre variabili; in secondo luogo, tendono a suggerire l’idea che la corruzione sia in fondo inevitabile, almeno in alcune società; infine, concepiscono le basi culturali di una società come un insieme di fattori ‘cristallizzati’, che si riproducono immutati nel tempo; infine, non sono in grado di concepire i mutamenti nei codici culturali che orientano nel corso del tempo gli attori politici e che modificano i confini e le regole stesse della convivenza democratica. Questo contributo si propone invece di indicare la strada per un’interpretazione ‘culturale’ della corruzione, che però non consideri ‘cultura’ come un insieme di strumenti (codici, simboli, rituali, valori) in costante mutamento. In particolare, intende porre al centro la nozione di clientelismo, per mostrare come il clientelismo configuri un rapporto strutturato di relazioni fra individui che può inserirsi in assetti molto diversi e che può assumere – rispetto alla democrazia – funzioni persino opposte, anche in relazione al ruolo e alla consistenza organizzativa dei partiti politici.

     

  • Alberto Vannucci (Università di Pisa) – Non fidarsi è meglio? Le radici istituzionali della corruzione sistemica

     

    • Il sistema politico della cosiddetta “prima Repubblica” era, specie nella sua fase crepuscolare, affetto da livelli di corruzione endemica. Le inchieste di “mani pulite” hanno svelato un meccanismo sistematico di finanziamento illegale ai partiti in cambio della loro “protezione politica” all’accesso privilegiato di un insieme di imprese nei mercati pubblici e in altre aree di regolazione e scelta pubblica. Pochi, duraturi e ben identificabili centri di potere incassavano un dazio assicurando in cambio l’accesso esclusivo a ben rodati meccanismi di appropriazione di ingenti quantità di capitali e altre risorse pubbliche a una schiera di imprenditori protetti. I vertici dei principali partiti e alcuni boss locali – ai diversi livelli di governo, a seconda della scala di grandezza degli affari da trattare – erano gli interlocutori obbligati cui rivolgersi per ottenere appalti, concessioni, licenze, sussidi, protezione e prebende di ogni forma e ampiezza. Poche ma significative le variazioni sul tema: in diverse aree del Meridione, ad esempio, a regolare il traffico di tangenti e appalti c’erano anche le organizzazioni mafiose. Mentre le grandi cooperative rosse erano di norma escluse dalla “legge ferrea” della tangente, dato che il legame organico col partito di riferimento consentiva loro di ricambiare mediante contropartite indirette, differite e formalmente lecite, la protezione in virtù della quale ottenevano la loro fetta di appalti.
    • Le stesse inchieste giudiziarie degli anni ’90 hanno indotto la scomparsa o una drammatica trasformazione dei principali partiti, che li ha visti trasformati in soggetti politici assai diversi da quelle organizzazioni relativamente strutturate e coese che svolgevano le funzioni di garanti nel mercato della corruzione di “mani pulite”. Ma le inchieste di “mani pulite” e la cosiddetta “rivoluzione dei giudici” hanno regalato l’illusione di uno sradicamento della corruzione sistemica, che invece nel ventennio successivo è rifiorita, in forme anche inedite, ma non per questo meno invasive e ramificate.
    • La relazione intende mettere a fuoco tale dinamica, anche con specifico riferimento ai più recenti fatti di cronaca giudiziaria nazionale.

     

 

Giovedì 10 marzo, ore 14-16 – Palazzo Robellini, Sala Conferenze

Comunicazioni dei borsisti

 

Edizione 2015

. Posted in Acquistoria - Scuola di Alta Formazione Filosofica

Scuola di Alta Formazione Filosofica di Acqui Terme

XVI edizione – 19-21 febbraio 2015

 

Identità e riconoscimento, tra biopolitica e biotecnologie

 

Giovedì 19 febbraio, ore 9

Saluti delle Autorità

Gerardo Cunico (Università di Genova), Introduzione ai lavori

Laura Bazzicalupo (Università di Salerno), Biopolitica e/o riconoscimento?

Damiano Palano (Università Cattolica del Sacro Cuore), Corpi senza voce. Soggettività, potere e linguaggio nell’era biopolitica

 

Giovedì 19 febbraio, ore 14.30

Relazioni dei borsisti

Fulvio Forte (Università di Salerno) – Soggettivazioni digitali. Politicità e tecnica governamentale del cyberspazio
Pablo Andrés Mazurier (Università di Buenos Aires / Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa) – Sfide Politiche e Giuridiche del Cyberspazio come Post-Human Cognitive Enhancer
Monica Gorza (Università Cattolica del Sacro Cuore) – Cuore senza ruggine. J.-L. Nancy e il corpo della scrittura
Jacopo Marchetti (Università di Pisa) – La biopolitica come categoria interpretativa delle “advanced liberal democracies”. Da Michel Foucault a Nikolas Rose
Camilla Cupelli (Università di Torino) – Tra neoliberalismo e biopolitica. La svolta di Gary Becker
Dante Valitutti (Università di Salerno) – Sorvegliare il nemico. Per un’analisi metagiuridica delle misure di sicurezza/prevenzione

 

Venerdì 20 febbraio, ore 9

Relazioni dei borsisti

Emilia Marra (Università di Macerata) – Una vita, o come essere identici a tutti
Silvia Ferrari (Scuola Internazionale di Alti Studi – Fondazione Collegio San Carlo – Modena) – Una scomoda testimonianza, un’impossibile interpretazione. Giorgio Agamben lettore di Primo Levi
Lucia Zaietta (Università di Pavia) – Costruire l’alterità. La nozione di écart tra Maurice Merleau-Ponty e François Jullien

Barbara Henry (Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa) Robotica e tecnologie trasformative: un’analisi filosofica

 

Venerdì 20 febbraio, ore 14.30

Relazioni dei borsisti

Fausto Corvino (Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa) – Il patrimonio genetico come nuovo distribuendum delle teorie di giustizia: Hillel Steiner e Michael Walzer a confronto.
Laura De Grazia (Università di Milano-Bicocca) Dall’etica del self-help all’etica dell’interdipendenza: la fabbricazione dell’individuo efficiente e la creazione di una soggettività relazionale
Gabriele Scardovi (Università di Bologna) – Da «l’uomo bicentenario» all’uscita dal «tunnel di vetro». Brevi riflessioni su una futura morale umano-robotica
Timothy Tambassi (Università del Piemonte Orientale) – Tu, Robot. Dualismo non cartesiano e trasformazioni tecnologiche
Margherita Geniale (Università di Messina) – Le origini bioantropologiche del pensiero religioso: dalla Umwelt animale al Mythos culturale

 

Sabato 21 febbraio, ore 9

Graziano Lingua (Università di Torino), Corpi secolari e identità religiose come problema politico

Michele di Francesco (Istituto Universitario di Studi Superiori – Pavia), Orizzonti filosofici del potenziamento cognitivo del sé

Alberto Pirni (Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa), Considerazioni conclusive per un dialogo a venire

Conclusione dei lavori


Bando di concorso – call for papers
La partecipazione alla Scuola è libera. Sono previste fino a 10 borse di studio di € 200,00 cad. per giovani studiosi e ricercatori che svolgano studi attinenti alle tematiche proposte. Fino a 5 ulteriori borse di studio, di € 100 cad., sono riservate a giovani studiosi e ricercatori residenti in Regione Piemonte e in Provincia di Genova. Le persone selezionate saranno invitate a presentare una comunicazione nell’ambito dello svolgimento della Scuola. Si prevede la pubblicazione delle comunicazioni unitamente alle relazioni presentate dai relatori ufficiali. Per partecipare alla selezione dovranno essere prodotti: 1) richiesta di partecipazione comprensiva di dati anagrafici e recapiti; 2) un sintetico curriculum (1 cartella); 3) l'abstract della comunicazione proposta (1 cartella). Le domande, che saranno vagliate da apposita Commissione scientifica, dovranno pervenire esclusivamente all'indirizzo e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Termine ultimo per la presentazione delle domande: 12 febbraio 2015. Per ogni ulteriore informazione: www.acquistoria.it; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; 0144/770210; 347/2293642. Coordinamento: dott. Alberto Pirni (Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa).

Edizione 2014

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Scuola di Alta Formazione di Acqui Terme
XV Edizione
21-23 gennaio 2014

Coscienza morale, coscienza politica.
Modelli e percorsi a confronto

Bando di selezione per 10 borse di studio

Programma dei lavori

Abstract relatori

Sintesi comunicazioni dei borsisti

Edizione 2013

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XIV Edizione della Scuola di Alta Formazione,
16-18 gennaio 2013

“Dovere e responsabilità, oltre l’individualismo”



 

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